giovedì 18 ottobre 2012

Congresso 2.0

Come promesso qualche giorno fa mi accingo a commentare il "congresso" al quale sono stato trascinato da mio padre, tenutosi nell'albergo descritto nel mio post precedente.
Ma facciamo le cose per bene.
Dopo la simpatica sveglia alle 06:30 mi vesto con le prime cose che trovo e vado a fare colazione.
Riempio diversi cornetti di Nutella e li divoro uno dopo l'altro sotto lo sguardo disgustato dei vicini di tavolo.
Torno su in camera (dopo aver fatto il solito corridoio della lunghezza della Parigi-Dakar) mi lavo i denti e mi cambio.
Dopo essermi vestito in modo decisamente più formale aspetto che si prepari anche mio padre e scendiamo nella sala della conferenza.


Titolo:
DALLA RELAZIONE MENTE-CORPO ALLA RELAZIONE MEDICO-PAZIENTE

"oddio che figata!" "chissà che cosa interessante!" "che bello assistere ad una conferenza con così tanti esperti" "psicologi e odontoiatri insieme, sono proprio curioso di sentire cosa dicono!"

Se pensate che qualcuno dei pensieri appena citati fosse presente nella mia mente nei giorni - e nei momenti - precedenti all'avvenimento beh...vi sbagliate di grosso.
Il mio unico pensiero era: "Ma io che cazzo ci faccio qui?"
Si perché tolto mio padre che è un dentista, e quindi forse un minimo di interesse potrebbe anche averlo, io non c'entravo assolutamente nulla!
Così come se uno si svegliasse una mattina e dicesse "bah oggi non ho niente da fare vado a seguire una conferenza di 11 ore su cacate inutili".
Si avete capito bene: 11 ore. Ma di questo ne parlerò meglio dopo.
Analizziamo questo congresso.
Se state pensando "ovviamente si parlerà della relazione mente-corpo con accenni filosofici come la famosa ghiandola pineale cartesiana fino a giungere alla relazione psico-antropologica presente in ogni ambulatorio medico tra professionista e paziente" mi dispiace dirlo ma non è proprio la vostra giornata fortunata.
Infatti dopo una rapida introduzione di due professori di cui uno sembrava ubriaco e l'altro troppo timido per aver deciso di tenere una conferenza, viene introdotto uno degli argomenti principali: il vaginismo.
Si.
Diciamo che una malattia sessuale non è proprio il massimo per iniziare una conferenza sul rapporto medico paziente, perché a questo punto "rapporto" assume tutt'altro significato.
Il delicato argomento viene presentato da quattro neolaureati di cui:

  • la prima che continuava a toccarsi morbosamente i capelli e leggeva tutto ciò che doveva senza punteggiatura né prendere fiato. Dopo un'apnea durata 20 minuti ero sicuro che i suoi capelli si fossero allungati di almeno un paio di centimetri;
  • il secondo (l'unico ragazzo) con evidenti tendenze omosessuali che aveva la strana abitudine di impuntarsi sulla sedia quando doveva nominare certi "organi" particolari e intrecciava le dita come se stesse facendo una preghiera molto accorata;
  • la terza un'altra ragazza che probabilmente non ha toccato cibo né dormito nei 2 mesi precedenti questo evento dato l'evidente stato di ansia che l'ha caratterizzata per tutta la durata del suo intervento;
  • infine una ragazza che sembrava essere lì per sbaglio. Si vedeva che era vestita in quel modo per l'occasione e non era neanche lontanamente formale come gli altri tre. L'avrei vista bene vestita completamente di nero, con trucco pesante e borchie ovunque, a gridare a capo di qualche corteo contro il sistema. E' stata l'unica capace di fare un discorso con le giuste pause, le giuste battute e soprattutto non si limitava a leggere ciò che aveva sul pc come hanno fatto gli altri tre che l'hanno preceduta.
Dopo i ragazzi è stato il turno di un professore abbastanza noto (se non ho capito male il più titolato tra i presenti, anche a livello internazionale) dal nome straniero ma dall'accento scandalosamente pugliese.
Non ho seguito molto ciò che diceva perché ero molto preso nel constatare come somigliasse, fisicamente e per alcuni atteggiamenti, al comico barese Gianni Ciardo.
La sorpresa iniziale per questa sensazionale scoperta è stata anestetizzata dalla durata del discorso di cui (avendone persa una buona parte) non ci ho capito granché.
Dopo questa serie di interventi durata solo quattro ore c'è stata la "pausa caffè" della durata di ben 15 minuti.
Mi sono lanciato fuori dalla sala per non dover fare la coda per un caffè e con mia grande sorpresa ho scoperto che davano una montagna di pasticcini a chi stesse seguendo quel congresso!
Con la pancia decisamente più pesante di prima, rientro per la seconda serie di interventi.
Dopo la prima parte incentrata su di un disturbo sessuale femminile la seconda non poteva che avere come fulcro un disturbo sessuale maschile.
E allora via a parlare di disfunzione erettile con i più esperti dottori nel campo (spero non per esperienze personali) tra i quali c'era una psicologa dalla voce calma e (stranamente) priva della tipica cadenza del luogo. Ha presentato un caso clinico capitato a lei ed è riuscita ad incantare tutti i presenti con le varie tappe della cura del paziente, nonostante l'argomento continui a non c'entrare molto con il titolo della conferenza, onore a lei sia per il successo in campo professionale sia per essere riuscita a tenere sveglio uno abituato a svegliarsi alle 11 di mattina e sicuramente non abituato a seguire congressi interminabili col culo incollato ad una sedia.
Dopo è il turno delle nutrizioniste che affrontavano gravi disturbi come l'anoressia nervosa o la bulimia.
Una di loro era così magra da far sembrare decisamente strano che una ragazza che messa di lato aveva lo spessore di uno spazzolino da denti parlasse di mangiare bene e in modo sano.
Dopo aver sentito i pareri dei vari esperti del settore cosa c'è di meglio che buttarli tutti nel cesso per andare a mangiare qualsiasi tipo di cibo al ristorante dell'albergo?
Infatti data la coerenza dell'evento dopo i dietologi non poteva che esserci la pausa pranzo.
Dopo essermi servito di tre piatti stracolmi dal buffet mi è stata diagnosticato il "disturbo da abbuffata compulsiva" da qualcuno degli esperti che aveva parlato poco prima; immagino che stesse scherzando, ma non ne sono del tutto convinto.
Ora mi scuso con tutti coloro i quali avrebbero dovuto tenere un discorso dopo la pausa pranzo...ma non ce l'ho fatta.
Ci ho provato! Ma il sonno dovuto alla sveglia all'alba sommato alla sonnolenza post pranzo è stato letale.
Sono tornato in camera e mi sono buttato sul letto dopo essermi tolto solo la giacca.

Quando sono tornato giù ho ritirato l'attestato di partecipazione (il primo di una lunga serie che sarà appeso nel mio futuro studio) e ho notato che nessuno sembrava totalmente incolume dopo aver passato tutto quel tempo seduto. Ho beccato diverse persone a sbadigliare in modo anche poco elegante e da una ragazza dei fantastici 4 che hanno tenuto gli interventi iniziali, ho sentito distintamente un "che rottura di palle".

Una nota anche sul pubblico:
Ho avuto la fortuna di capitare dietro un signore che faceva un sacco di interventi perfetti, chiedeva chiarimenti su dubbi complicatissimi spesso mettendo in difficoltà l'esperto che in quel momento teneva il discorso. L'unica critica che ho da fargli è sui suoi orrendi mocassini. Per favore.
Purtroppo però accanto a lui c'era una signora di quelle che quando non sanno che fare aprono bocca.
L'intelligenza delle sue domande era inversamente proporzionale al tono di voce con cui le poneva, decisamente troppo alto se si conta anche che era seduta in seconda fila a due metri dalla scrivania dove sedevano i professori. Inoltre dal suo banco stava rotolando la sua penna che ha provato a fermare dando una manata fortissima sul legno col risultato di mancare la penna, far volare tutti fogli che invece non avevano fatto niente di male e stavano buoni buoni al posto loro, interrompere il discorso di chi parlava in quel momento, e svegliare il sottoscritto. Cosa che non le perdonerò mai.

Vi lascio con una foto del professore straniero dall'accento delle nostre parti!
Alla prossima!!!!

domenica 14 ottobre 2012

Congresso.


Su geniale idea di mio padre lo scorso fine settimana siamo andati (solo io e lui) a seguire un congresso tenuto da psicologi, antropologi, odontoiatri, dietologi e chi più ne ha più ne metta riguardo il rapporto medico paziente.
Inutile dire che a me fregava meno di niente di assistere a questo dibattito, ma di questo ne parlerò meglio nel mio prossimo post. 
Per il momento voglio descrivere il luogo in cui si è tenuto questo congresso e dove, tra l'altro, abbiamo pernottato io e mio padre.
Il luogo si chiama Nicotel ed è situato dalle parti del gargano.
Non sono molto bravo in geografia ma spero che la seguente mappa possa chiarirvi le idee:
Noi siamo il puntino blu!

Dopo aver attraversato improponibili strade di campagna grazie all'immancabile inutilità del navigatore satellitare, che ti fa percorrere la strada più veloce ma chissà come riesce sempre a farla coincidere con la più sperduta e dissestata della zona, ci ritroviamo davanti a questa struttura immensa situata nel nulla.
Non ho potuto fare foto all'hotel sia perché quando siamo arrivati era notte fonda, sia perché comunque non sarei riuscito a rendere le dimensioni smisurate della struttura.
Per questo ecco a voi un'altra (in)utilissima mappa!

Noi siamo sempre il puntino blu e in quel momento ci trovavamo nella hall dell'albergo.
Riceviamo immediatamente le chiavi della nostra stanza e decidiamo di recarcene subito per disfarci dei bagagli, seppur pochi data la breve durata del nostro soggiorno.
Raggiungere la camera è stata un'agonia.
Ogni volta che percorrevamo un corridoio che sembrava infinito e giravamo un angolo davanti ai nostri occhi ci ritrovavamo la copia esatta del corridoio appena percorso.
Dopo ben 3 corridoi identici e sterminati siamo arrivati alla nostra camera, l'ultima di tutta la serie e la più lontana dagli ascensori.
Inutile dire che dato il danno del percorso mi aspettassi anche la beffa della stanza minuscola in cui passare uno alla volta per non rischiare di rimanere incastrati in una specie di sgabuzzino con i letti.
Ma (fortunatamente) mi sbagliavo alla grande.
Ecco cosa mi sono ritrovato una volta infilata la tessera nell'apposita fessura e spalancata la porta:
un'armadio gigantesco sulla sinistra e una porta che doveva essere per forza quella del bagno sulla destra.
Ma la mia attenzione è stata attirata da cosa c'era oltre l'ingresso:


ecco ciò che avevo alla mia sinistra
ecco ciò che avevo alla mia destra
Due, ben due, letti matrimoniali nonostante avessi chiaramente sentito la signora della reception affermare che la nostra prenotazione era legata ad una doppia, dall'aria decisamente comoda che ho provato dopo circa un millesimo di secondo lo scatto di queste foto.
Per par condicio pubblico anche una foto del bagno, davvero enorme nel quale nel numeroso spazio senza mobili ci sarebbe entrato comodamente un divano con un tavolino da tè.

la foto non rende per niente ma il bagno era davvero smisurato per essere
un bagno e soprattutto per essere il bagno della camera di un hotel!

Dopo una dormita perfetta, dovuta sia alla comodità del materasso e dei cuscini, sia al piumino caldissimo, ma soprattutto alla stanchezza accumulata durante il giorno precedente, ho deciso di dare un'occhiata fuori dalla finestra per capire in cosa consistesse la "vista" della nostra camera.
Ecco a voi il panorama:



Quella è la piscina utilizzata durante l'estate.
Per il resto dell'anno l'hotel è dotato di una piscina interna
che purtroppo non ho avuto il tempo di fotografare :(
Concludo dicendo che anche la cena è stata ottima e davvero economica!
Abbiamo mangiato primo e secondo (consiglio a tutti gli spiedini di carne mista) più frutta e dessert pagando meno di una cena con gli amici!
Dato che non ho specificato prima avviso i vari lettori che il Nicotel è un 4 stelle, ma davvero di ottima qualità!
E se ci aggiungete che quando mio padre dice che qualcosa è stupendo e imperdibile (lui qui ci era già stato) di solito quel qualcosa si rivela essere una vera schifezza, beh non dovreste avere più dubbi.
Questa volta il suo commento è stato persino riduttivo!





ps: non perdete il prossimo post sul congresso!

martedì 9 ottobre 2012

11vs11

Ieri sera alle 9 ha avuto inizio un avvenimento destinato a cambiare per sempre la mia carriera di calciatore: ho giocato per la prima volta su un campo regolamentare 11 contro 11.
"che razza di calciatore sei che non hai mai giocato 11 contro 11?" potrebbe pensare la maggior parte di voi, e avreste ragione.
Infatti non sono uno di quei ragazzi che ha iniziato a giocare a pallone fin da piccolissimo e, diciamoci la verità, quando ero piccolo consideravo il calcio uno degli sport più brutti del mondo.
Detestavo il fatto che tutti i miei amici non vedessero l'ora di giocare insieme a pallone e tendevo sempre ad isolarmi quando questo accadeva. Quelle rarissime volte che, per colpa della noia o della solitudine, giocavo con loro i risultati erano ovviamente penosi. Risultavo sempre il più scarso, quello che sbagliava le cose più semplici, e ovviamente tutto ciò non ha giovato al mio interesse per questo sport.
Dopo anni passati a fare i più svariati sport (nuoto, sci, pallavolo, tennis, snowboard, corsa, ecc) ho iniziato a giocare a calcio.
Ormai avevo 15 anni, ero "troppo vecchio" per fare calcetto ed il mio livello non era assolutamente migliorato nel tempo.
Ma un mio compagno di classe che ha sempre adorato questo sport mi convinse a giocare una domenica mattina sfruttando le uniche due cose che avrebbero potuto tentarmi davvero: gli amici ed il divertimento.
Dato il mio fisico abbastanza allenato e adatto alla corsa ero uno dei pochi che non si fermava mai.
Correvo dal primo all'ultimo minuto e nonostante la mia evidente carenza "tecnica" riuscivo ad essere sempre presente in tutto il campo e ad aiutare tutti (si parla di campi per il 7vs7).
Inutile dire che quella partita è stata solo la prima di una lunghissima serie di partite "della domenica mattina" alle quali nessuno degli ormai fissi partecipanti voleva rinunciare. Giocavamo durante le feste, con la pioggia, la neve o il sole incandescente delle mattinate primaverili ed estive.
Purtroppo (dopo ben 2 anni!) è diventato difficile trovare gente disponibile a giocare la domenica e abbiamo iniziato ad organizzare partite nei giorni che andavano bene a tutti.
Ma torniamo all'argomento principale.
Dopo tutti questi anni sono migliorato tantissimo nella tecnica e nel tiro (anche se mi reputo comunque piuttosto scarso) ma soprattutto nella tattica, dunque non vedevo l'ora di giocare su un campo da calciatori professionisti per provare cosa volesse dire.
Inutile dire che dopo ieri la mia voglia di giocare su quel campo si è leggermente ridotta.
Dopo 15 minuti di corsa non ce la facevo più.
Tra l'altro giocavo sulla fascia come terzino e facevo avanti e indietro in continuazione perché alcuni elementi della squadra non avevano la minima idea del significato di "ruolo" e andavano tutti in attacco senza motivo perdendo sempre palla.
Nel complesso non ho giocato malissimo e sono stato abbastanza contento nel notare che a fine partita non ero l'unico che si reggeva ancora in piedi per miracolo.
In mia difesa posso solo dire che ho passato l'intera estate ad oziare e quindi sia il fiato che la mia forma fisica erano (e sono) un lontano ricordo.
Inoltre solo dopo la fine del match ci siamo accorti che abbiamo giocato per due ore.
DUE ORE.
Senza pause.
Ecco un piccolissimo campo da calcio

I calciatori professionisti giocano in due tempi da 45 minuti l'uno e si riposano per 15 minuti nella pausa che li divide.
Questo basta a rendere bene l'idea di come eravamo ieri.
Avevamo corso talmente tanto da provare forti dolori addominali e alcuni si sentivano come se dovessero vomitare da un momento all'altro.
Con questa commovente immagine vi lascio e vi do appuntamento al prossimo post!!
(sperando che la partita di ieri sia servita quantomeno a farmi recuperare un po' del fiato perso durante l'estate)

venerdì 5 ottobre 2012

Road to Chieti

FINALMENTE!
Non trovo termine più adatto per descrivere ciò che provo dopo la mattinata di oggi.

Ma spieghiamo per bene le cose:
Sono andato per l'ennesima volta a Chieti per consegnare il modulo di rinuncia agli studi in modo da poter essere libero di immatricolarmi da qualche altra parte.
Sveglia alle 07:00, controllo dei vari documenti, tiro fuori la fidata Panda rosso fiammante dal box e faccio il pieno.
Mi avvio verso casa di mio cugino (che ha gentilmente deciso di accompagnarmi) alle 07:40 e dopo avergli citofonato e detto di scendere sono andato al bar più vicino per mangiare qualcosa e prendermi un caffé (tanto lui abita al tredicesimo piano, avevo tutto il tempo per fare colazione con calma).
Appena pago il conto (di € 2.60 compreso un pacco di Vigorsol) vengo raggiunto da Ezio.
Recuperiamo la Panda e...Via!
Il viaggio di andata si rivela più leggero del previsto e della durata di una chiacchierata.
Superiamo l'uscita per Vasto che erano le 10 circa - e dire che non pensavo di essere andato tanto veloce - e decidiamo saggiamente di fermarci perché eravamo fin troppo in anticipo rispetto alla tabella di marcia.
Altro caffé per me (dopo due ore di guida ci voleva) e sigaretta per lui, prima ma non ultima della giornata.
Arriviamo a Chieti alle 11.00 precise e con un tempismo a dir poco inquietante mi chiama mia madre chiedendomi se fossimo arrivati.
Entro nella segreteria e prendo il numeretto da fila del supermercato per vedere quanto dovessi attendere per mio turno: 257.
Do una rapida occhiata al tabellone con enormi numeri rossi: 168.
Non mi andava di fare il calcolo per sapere quanti numeri dovessi aspettare ma dato che a prima vista sembravano parecchi decidiamo di andare un po' in giro.
Come avevo immaginato (e temuto) Ezio si imbatte quasi subito nell'amore più grande della sua vita, che aveva segnato le sue bollenti serate Abruzzesi e dalla quale si era dovuto allontanare poiché ritornato nella sua terra natìa nello scorso Marzo: la Rosticceria del campus.
Chiamata da me in questo modo perché ne ignoro quello vero e specializzata in calzoni enormi e very cheap (non mi viene in italiano) che possono essere farciti con qualunque schifezza venga in mente al cliente.
Ezio si è accontentato di un maxi-calzone con peperoni, ventricina, patatine e salse.
Alle 11:30 di mattina.
Io l'ho osservato schifato per una decina di minuti prima di prendere un mini-calzone (grande quanto una scarpa taglia 48) con wurstel e ketchup, per mantenermi leggero.
Finito lo spuntino di metà mattinata torniamo in segreteria e scopriamo che, nonostante la mezzora passata a mangiare, erano arrivati solo al numero 215.
Altra sigaretta per lui mentre io finivo di compilare il modulo.
I numeri 251,252,253,254 e 255  non si presentano ma purtroppo il 256 stava ed era una vecchia perditempo che ha occupato lo sportello 3 per 15 minuti.
Io vengo chiamato al 2 e mi rendo conto che la tizia capitata a me è probabilmente la più spaesata di tutte.
Per farmi mettere una sola firma mi ha fatto attendere 10 minuti buoni mentre si guardava intorno con sguardo vacuo alla ricerca di non so cosa.
Appena mi lascia andare mi volto verso il mio annoiato cugino appoggiato sulla parete di fronte e gli faccio cenno di andarcene, la vecchia era ancora al suo sportello.
Ero finalmente libero!
Avevo persino la ricevuta che attestava che non ero più iscritto a Chieti, e che quindi era appena diventata il mio attestato di Cazzeggiatore.
(che durerà fino a quando mi immatricolerò a Psicologia a Bari.............cioè lunedì)
Ci rimettiamo in viaggio alle 12:30 circa ma mi fermo alla seconda stazione di servizio del tragitto per fare cambio con mio cugino che avrebbe guidato fino a Ortanova, provincia di Foggia, dove avrei dovuto ritirare un "qualcosa" per mio padre.

Addio Chieti!! Fanculo paesino di merda! Neanche degno di essere chiamato città e con gente che la patente l'ha trovata nelle merendine.
(i miei commenti sono condizionati dagli amari ricordi legati a quel luogo, non me ne vogliano i "Chietini").

Viaggio tranquillissimo, eccetto per un pazzo armato di BMW che ci ha raggiunti mentre Ezio stava sorpassando e ha iniziato a suonare con il clacson: secondo lui avremmo dovuto polverizzarci per farlo passare. Ovviamente appena finito il sorpasso Ezio si è tolto e l'improvvisato pilota di turno è ripartito a tutto gas verso il prossimo "vaffanculo" da parte di un altro povero malcapitato come noi.
Passiamo a ritirare ciò che dovevamo ritirare, ci scambiamo nuovamente e riprendiamo il viaggio del ritorno.
Abbiamo lasciato Ortanova con il serbatoio della Panda pieno per meno di un terzo.
Siamo arrivati a Molfetta  quasi in riserva e senza aver incontrato un fottutissimo benzinaio strada facendo.
Per cui ne approfitto per fare un appello:
se avete soldi da buttare e spirito imprenditoriale aprite una stazione di servizio sulla statale che collega Bari a Foggia, diverrete miliardari in breve tempo. (fine dell'appello)
Arrivati dunque a Molfetta decido di uscire perché ricordavo che da quelle parti ci fosse un benzinaio ed effettivamente l'abbiamo trovato quasi subito, purtroppo per noi era della Q8 e costava parecchio, evidentemente loro la benzina la importano da Marte.
Ma tanto io 30 euro avevo e quelli ho messo.
Notiamo un cartello che indica la presenza di un McDonald's da quelle parti e l'ultima volta che avevamo mangiato qualcosa risaleva ormai a 3 ore prima!
Dopo un lauto pasto a base di Crispy McBacon e patatine per me e MilkShake e Cheeseburger (mangiati in quest'ordine eh) per Ezio riprendiamo di nuovo la Panda: destinazione CASA.
Arriviamo dopo meno di un'ora, sbarco mio cugino a casa sua e volo a casa mia per morire sul letto e... "svegliatemi solo una volta finito Settembre" (cit. B. J. Armstrong) "dell'anno prossimo" (aggiungo io).
Invece eccomi qui a scrivere sul blog con delle occhiaie che sfiorano il piano terra, e io abito al terzo.
Chiudo qui perché nessuno lo leggerà mai tutto e perché sento di stare per svenire (nonostante i tre caffé presi appena rientrato a casa).

Al prossimo post!

sabato 29 settembre 2012

Sembrava un Giovedì come tutti gli altri...

Non ho nemmeno fatto in tempo a pubblicare il post riguardante le mie preoccupazioni per l'imminente pubblicazione dei risultati del test di ammissione che sono uscite le graduatorie!
Giovedì 27 mi sono alzato presto, le 9 e qualcosa (che per me è moolto presto), e sono andato a controllare sul sito della facoltà se fossero uscite questi maledettissimi risultati.
Per il quindicesimo giorno di fila sono rimasto deluso nel vedere che (per l'ennesima volta) nella pagina riguardante i risultati dei vari test di ammissione non c'era ancora traccia di quelli per il test di "Scienze e tecniche piscologiche".
Dopo una breve colazione (panino con la nutella e caffè) ho deciso di andare in palestra per distrarmi un po' e allo stesso tempo di fare qualcosa di salutare.
Dopo circa un'ora di palestra mi arriva un messaggio della mia ragazza che diceva che ero passato.
Non era tanto scioccante la notizia perché dopo aver fatto il test ero abbastanza sicuro di essere andato bene, ma non capivo come facesse a saperlo lei e perché diavolo hanno messo i risultati alle 11 di mattina e non prima.
Poi mi sono ricordato che una sua amica di Brindisi aveva provato lo stesso test e quindi sicuramente lo aveva saputo da lei.
Quella stessa mattina però un mio amico che frequenta ormai il secondo anno di ingegneria informatica doveva sostenere un esame di analisi che lo aveva tormentato per tutto l'anno precedente.
Ci siamo praticamente chiesti contemporanemante come fossimo andati e ad entrambi era andata benissimo!
Decisi di non avvisare subito i miei ma di dirglielo di persona perché entrambi sostenevano che non ce l'avrei fatta e volevo togliermi lo sfizio di vedere la loro espressione.
Purtroppo la cosa non è riuscita perché mia madre l'ha saputo da mio fratello (ma non lo biasimo, chissà quali minacce avrà dovuto affrontare) e a mio padre l'ho detto di persona mentre era al lavoro, quindi la sua reazione è stata frenata dalla presenza dei pazienti.

Il resto della giornata è passato tranquillamente e la serata l'ho passata a casa della mia ragazza a vedere insieme "Il Gladiatore". Film che, per un motivo o per un altro, nessuno dei due era mai riuscito a vedere interamente in più di 12 anni (visto che il film risale al 2000)!

Quindi in un giorno solo: risultati test di ammissione per quanto riguarda la mia persone, superamento di un esame difficile nel caso del mio amico, e visione di un film spettacolare con la mia ragazza!
Ah è partito anche mio padre quel pomeriggio lasciandomi libero per un paio di giorni.
Cosa si può volere di più?

mercoledì 26 settembre 2012

Tornato! (di nuovo)

Ho evitato di scrivere sul blog per diversi giorni poiché il mio unico pensiero in quest'ultima settimana è stato "chissà quando si decideranno a far uscire i risultati del test di ammissione di Psicologia", test che ho fatto ormai BEN due settimane fa e purtroppo delle graduatorie non se ne vede nemmeno l'ombra.
Dunque ero convinto che qualunque post avessi scritto in questo lasso di tempo avrebbe avuto come tema centrale questo pensiero ed ho perciò evitato di pubblicare qualcunque cosa per evitare di annoiare i lettori (?).
Purtroppo non è servito a granché visto che i risultati non sono usciti e ho comunque utilizzato questo post per parlare dell'argomento.
Quindi riassumerò ciò che ho fatto in questi giorni di "ferie" assolutamente non pagate:
  • la prima cosa che mi viene in mente è che lo scorso venerdì ho festeggiato il primo anniversario con la mia ragazza, non starò a raccontarvi cosa è accaduto perché credo che vi annoierebbe soltanto ma soprattutto perché sono assolutamente convinto che un blog non sia il luogo più adatto per parlarne (per resoconto e critica sui regali potete comunque andare qui);
  •  ho litigato con mia madre. O meglio, è stata lei a prendersela con me! Per motivi talmente stupidi che si è calmata da sola nel giro di 2-3 giorni. Ma che volgiamo farci, le mamme sono così;
  • ho visto svariati film con la mia ragazza tra i quali devo assolutamente citare "Gli Incredibili" perché è un film che adoravo e vedevo in continuazione quando uscì diversi anni fa ma che mi ha divertito molto anche adesso che ho 19 anni;
  • mi sono (finalmente) iscritto in palestra! L'estate mi aveva decisamente "incicciottito" troppo e avevo (e ho) il bisogno di perdere un po' di grasso e rimettere su qualche muscolo.

Al momento sono bloccato per l'acido lattico che non ha fatto altro che sottolineare quanto fossi fuori allenamento dopo l'estate di ozio totale, e mi muovo in maniera piuttosto buffa, a metà tra un robot costruito male ed un ballerino che prova ad imitare Michael Jackson con scarsissimi risultati.
Come piano per il futuro ho intenzione di riprendere a giocare a calcio il prima possibile e di iniziare una cavolo di università.
Per quanto riguarda i risultati del test beh....dovrete aspettare. Come sto facendo io d'altronde...per più di due settimane.
Stay Tuned!

domenica 16 settembre 2012

Tutto suo padre!

Ieri sera (grazie ai biglietti presi dalla mia ragazza come regalo del nostro imminente anniversario) sono andato all'Arena della Vittoria di Bari per assistere allo spettacolo di Enrico Brignano intitolato "tutto suo padre".
Come tutti i suoi altri show (ai quali purtroppo ho potuto assistere solo da casa mia grazie all'ausilio della televisione) il titolo ha davvero poco a che fare con l'intero spettacolo, ma ciò non toglie che sia stata una serata divertente e sicuramente diversa dalle solite uscite del sabato sera.
Dopo essere comparso sul palco annunciato dall'orchestra e da un balletto delle sue coriste-ballerine (novità di questo tour) l'artista romano si è lanciato subito in una "presa in giro" dei vari dialetti, dal nord al sud, facendo particolare attenzione a quello locale.
Purtroppo la tranquillità e la continuità dello spettacolo sono state rovinate dalle forti e improvvise raffiche di vento che finivano col coprire la voce di Brignano.
Fortunatamente però il comico romano è uscito splendidamente da questi piccoli "incidenti di percorso" con battute e fuori programma che gli hanno procurato valanghe di applausi dal pubblico.
In fondo si sa che questo è "il bello della diretta" e difatti gli eventi più divertenti della serata sono stati proprio i fuori programma sopraccitati.
Oltre a quelli aventi come protagonista il vento, ce ne sono stati un paio degni di nota.
Uno in cui lo stesso Brignano consigliava al pubblico di non provare a far partire applausi a ripetizione, poiché spesso si finiva con una decina di persone che batteva le mani e gli altri che cercavano di seguire lo spettacolo.
Il secondo, e il più divertente, avvenuto dopo più di un'ora di spettacolo, ha visto il comico bloccarsi durante un suo discorso e riprendere una ragazza in prima fila che non la smetteva di usare il cellulare per mandare messaggi o fare altri fatti suoi.
Inutile dire che questo intervento oltre a suscitare le risa di tutti i 5 mila di ieri sera, ha scatenato un'ovazione da parte di tutti, anche dei vicini della ragazza.
Magari può sembrare un attacco esagerato, in fondo a chi dava fastidio quella ragazza?
Bisogna dire però che Brignano era lì per lavorare, e vedere una persona (in prima fila!) totalmente distratta dall'inizio della serata non sarà stata certo una cosa piacevole.
Pure lei signorina, se voleva passare tutto il tempo al cellulare cosa diavolo si è presa a fare il posto in prima fila? Si poteva mettere qualche posto più indietro, o sulle tribune! O, perché no, poteva benissimo rimanere a casa e lasciare quel posto a chi era davvero interessato allo spettacolo.
Ma, come si suol dire, The show must go on, dunque Brignano ha ripreso da dove aveva lasciato il discorso concludendo la storia dell'incontro dei suoi genitori e parlando di se stesso appena nato, dando il via ad una canzone con tanto di balletto il cui ritornello diceva "è tutto suo papà".
Scoccate le 11 tutti i bimbi a letto perché si passa ad argomenti vietati ai minori.
Dall'ironia sulla masturbazione maschile vietatissima dalla chiesa, a quella femminile, con tanto di accenni storici e gadget dei più svariati tipi.
Il finale purtroppo non posso commentarlo perché non l'ho visto, io e la mia ragazza abbiamo preferito scapparcene prima per evitare di rimanere bloccati dalla folla uscente alla fine dello spettacolo.

Note conclusive:
Spettacolo dalla risata facile, che tocca gli argomenti più disparati. Balletti e canzoni un po' superflui ma ci stanno se si pensa che Brignano ha parlato e cantato per tutto il tempo, deve prender fiato anche lui.

Una nota positiva all'imitazione di Bossi, per veri intenditori.
E, diciamocelo, criticare un leghista al sud non poteva che scatenare scrosci di applausi e risate incontrollate. Molto astuto.

Nota negativissima invece per i seggiolini delle gradinate dell'Arena. Non si può far stare con la schiena dritta tutte quelle persone per più di due ore, dopo aver fatto pagare un biglietto di 30 euro a testa.