Ma facciamo le cose per bene.
Dopo la simpatica sveglia alle 06:30 mi vesto con le prime cose che trovo e vado a fare colazione.
Riempio diversi cornetti di Nutella e li divoro uno dopo l'altro sotto lo sguardo disgustato dei vicini di tavolo.
Torno su in camera (dopo aver fatto il solito corridoio della lunghezza della Parigi-Dakar) mi lavo i denti e mi cambio.
Dopo essermi vestito in modo decisamente più formale aspetto che si prepari anche mio padre e scendiamo nella sala della conferenza.
Titolo:
DALLA RELAZIONE MENTE-CORPO ALLA RELAZIONE MEDICO-PAZIENTE
"oddio che figata!" "chissà che cosa interessante!" "che bello assistere ad una conferenza con così tanti esperti" "psicologi e odontoiatri insieme, sono proprio curioso di sentire cosa dicono!"
Se pensate che qualcuno dei pensieri appena citati fosse presente nella mia mente nei giorni - e nei momenti - precedenti all'avvenimento beh...vi sbagliate di grosso.
Il mio unico pensiero era: "Ma io che cazzo ci faccio qui?"
Si perché tolto mio padre che è un dentista, e quindi forse un minimo di interesse potrebbe anche averlo, io non c'entravo assolutamente nulla!
Così come se uno si svegliasse una mattina e dicesse "bah oggi non ho niente da fare vado a seguire una conferenza di 11 ore su cacate inutili".
Si avete capito bene: 11 ore. Ma di questo ne parlerò meglio dopo.
Analizziamo questo congresso.
Se state pensando "ovviamente si parlerà della relazione mente-corpo con accenni filosofici come la famosa ghiandola pineale cartesiana fino a giungere alla relazione psico-antropologica presente in ogni ambulatorio medico tra professionista e paziente" mi dispiace dirlo ma non è proprio la vostra giornata fortunata.
Infatti dopo una rapida introduzione di due professori di cui uno sembrava ubriaco e l'altro troppo timido per aver deciso di tenere una conferenza, viene introdotto uno degli argomenti principali: il vaginismo.
Si.
Diciamo che una malattia sessuale non è proprio il massimo per iniziare una conferenza sul rapporto medico paziente, perché a questo punto "rapporto" assume tutt'altro significato.
Il delicato argomento viene presentato da quattro neolaureati di cui:
- la prima che continuava a toccarsi morbosamente i capelli e leggeva tutto ciò che doveva senza punteggiatura né prendere fiato. Dopo un'apnea durata 20 minuti ero sicuro che i suoi capelli si fossero allungati di almeno un paio di centimetri;
- il secondo (l'unico ragazzo) con evidenti tendenze omosessuali che aveva la strana abitudine di impuntarsi sulla sedia quando doveva nominare certi "organi" particolari e intrecciava le dita come se stesse facendo una preghiera molto accorata;
- la terza un'altra ragazza che probabilmente non ha toccato cibo né dormito nei 2 mesi precedenti questo evento dato l'evidente stato di ansia che l'ha caratterizzata per tutta la durata del suo intervento;
- infine una ragazza che sembrava essere lì per sbaglio. Si vedeva che era vestita in quel modo per l'occasione e non era neanche lontanamente formale come gli altri tre. L'avrei vista bene vestita completamente di nero, con trucco pesante e borchie ovunque, a gridare a capo di qualche corteo contro il sistema. E' stata l'unica capace di fare un discorso con le giuste pause, le giuste battute e soprattutto non si limitava a leggere ciò che aveva sul pc come hanno fatto gli altri tre che l'hanno preceduta.
Non ho seguito molto ciò che diceva perché ero molto preso nel constatare come somigliasse, fisicamente e per alcuni atteggiamenti, al comico barese Gianni Ciardo.
La sorpresa iniziale per questa sensazionale scoperta è stata anestetizzata dalla durata del discorso di cui (avendone persa una buona parte) non ci ho capito granché.
Dopo questa serie di interventi durata solo quattro ore c'è stata la "pausa caffè" della durata di ben 15 minuti.
Mi sono lanciato fuori dalla sala per non dover fare la coda per un caffè e con mia grande sorpresa ho scoperto che davano una montagna di pasticcini a chi stesse seguendo quel congresso!
Con la pancia decisamente più pesante di prima, rientro per la seconda serie di interventi.
Dopo la prima parte incentrata su di un disturbo sessuale femminile la seconda non poteva che avere come fulcro un disturbo sessuale maschile.
E allora via a parlare di disfunzione erettile con i più esperti dottori nel campo (spero non per esperienze personali) tra i quali c'era una psicologa dalla voce calma e (stranamente) priva della tipica cadenza del luogo. Ha presentato un caso clinico capitato a lei ed è riuscita ad incantare tutti i presenti con le varie tappe della cura del paziente, nonostante l'argomento continui a non c'entrare molto con il titolo della conferenza, onore a lei sia per il successo in campo professionale sia per essere riuscita a tenere sveglio uno abituato a svegliarsi alle 11 di mattina e sicuramente non abituato a seguire congressi interminabili col culo incollato ad una sedia.
Dopo è il turno delle nutrizioniste che affrontavano gravi disturbi come l'anoressia nervosa o la bulimia.
Una di loro era così magra da far sembrare decisamente strano che una ragazza che messa di lato aveva lo spessore di uno spazzolino da denti parlasse di mangiare bene e in modo sano.
Dopo aver sentito i pareri dei vari esperti del settore cosa c'è di meglio che buttarli tutti nel cesso per andare a mangiare qualsiasi tipo di cibo al ristorante dell'albergo?
Infatti data la coerenza dell'evento dopo i dietologi non poteva che esserci la pausa pranzo.
Dopo essermi servito di tre piatti stracolmi dal buffet mi è stata diagnosticato il "disturbo da abbuffata compulsiva" da qualcuno degli esperti che aveva parlato poco prima; immagino che stesse scherzando, ma non ne sono del tutto convinto.
Ora mi scuso con tutti coloro i quali avrebbero dovuto tenere un discorso dopo la pausa pranzo...ma non ce l'ho fatta.
Ci ho provato! Ma il sonno dovuto alla sveglia all'alba sommato alla sonnolenza post pranzo è stato letale.
Sono tornato in camera e mi sono buttato sul letto dopo essermi tolto solo la giacca.
Quando sono tornato giù ho ritirato l'attestato di partecipazione (il primo di una lunga serie che sarà appeso nel mio futuro studio) e ho notato che nessuno sembrava totalmente incolume dopo aver passato tutto quel tempo seduto. Ho beccato diverse persone a sbadigliare in modo anche poco elegante e da una ragazza dei fantastici 4 che hanno tenuto gli interventi iniziali, ho sentito distintamente un "che rottura di palle".
Una nota anche sul pubblico:
Ho avuto la fortuna di capitare dietro un signore che faceva un sacco di interventi perfetti, chiedeva chiarimenti su dubbi complicatissimi spesso mettendo in difficoltà l'esperto che in quel momento teneva il discorso. L'unica critica che ho da fargli è sui suoi orrendi mocassini. Per favore.
Purtroppo però accanto a lui c'era una signora di quelle che quando non sanno che fare aprono bocca.
L'intelligenza delle sue domande era inversamente proporzionale al tono di voce con cui le poneva, decisamente troppo alto se si conta anche che era seduta in seconda fila a due metri dalla scrivania dove sedevano i professori. Inoltre dal suo banco stava rotolando la sua penna che ha provato a fermare dando una manata fortissima sul legno col risultato di mancare la penna, far volare tutti fogli che invece non avevano fatto niente di male e stavano buoni buoni al posto loro, interrompere il discorso di chi parlava in quel momento, e svegliare il sottoscritto. Cosa che non le perdonerò mai.
Vi lascio con una foto del professore straniero dall'accento delle nostre parti!
Alla prossima!!!!







