martedì 9 ottobre 2012

11vs11

Ieri sera alle 9 ha avuto inizio un avvenimento destinato a cambiare per sempre la mia carriera di calciatore: ho giocato per la prima volta su un campo regolamentare 11 contro 11.
"che razza di calciatore sei che non hai mai giocato 11 contro 11?" potrebbe pensare la maggior parte di voi, e avreste ragione.
Infatti non sono uno di quei ragazzi che ha iniziato a giocare a pallone fin da piccolissimo e, diciamoci la verità, quando ero piccolo consideravo il calcio uno degli sport più brutti del mondo.
Detestavo il fatto che tutti i miei amici non vedessero l'ora di giocare insieme a pallone e tendevo sempre ad isolarmi quando questo accadeva. Quelle rarissime volte che, per colpa della noia o della solitudine, giocavo con loro i risultati erano ovviamente penosi. Risultavo sempre il più scarso, quello che sbagliava le cose più semplici, e ovviamente tutto ciò non ha giovato al mio interesse per questo sport.
Dopo anni passati a fare i più svariati sport (nuoto, sci, pallavolo, tennis, snowboard, corsa, ecc) ho iniziato a giocare a calcio.
Ormai avevo 15 anni, ero "troppo vecchio" per fare calcetto ed il mio livello non era assolutamente migliorato nel tempo.
Ma un mio compagno di classe che ha sempre adorato questo sport mi convinse a giocare una domenica mattina sfruttando le uniche due cose che avrebbero potuto tentarmi davvero: gli amici ed il divertimento.
Dato il mio fisico abbastanza allenato e adatto alla corsa ero uno dei pochi che non si fermava mai.
Correvo dal primo all'ultimo minuto e nonostante la mia evidente carenza "tecnica" riuscivo ad essere sempre presente in tutto il campo e ad aiutare tutti (si parla di campi per il 7vs7).
Inutile dire che quella partita è stata solo la prima di una lunghissima serie di partite "della domenica mattina" alle quali nessuno degli ormai fissi partecipanti voleva rinunciare. Giocavamo durante le feste, con la pioggia, la neve o il sole incandescente delle mattinate primaverili ed estive.
Purtroppo (dopo ben 2 anni!) è diventato difficile trovare gente disponibile a giocare la domenica e abbiamo iniziato ad organizzare partite nei giorni che andavano bene a tutti.
Ma torniamo all'argomento principale.
Dopo tutti questi anni sono migliorato tantissimo nella tecnica e nel tiro (anche se mi reputo comunque piuttosto scarso) ma soprattutto nella tattica, dunque non vedevo l'ora di giocare su un campo da calciatori professionisti per provare cosa volesse dire.
Inutile dire che dopo ieri la mia voglia di giocare su quel campo si è leggermente ridotta.
Dopo 15 minuti di corsa non ce la facevo più.
Tra l'altro giocavo sulla fascia come terzino e facevo avanti e indietro in continuazione perché alcuni elementi della squadra non avevano la minima idea del significato di "ruolo" e andavano tutti in attacco senza motivo perdendo sempre palla.
Nel complesso non ho giocato malissimo e sono stato abbastanza contento nel notare che a fine partita non ero l'unico che si reggeva ancora in piedi per miracolo.
In mia difesa posso solo dire che ho passato l'intera estate ad oziare e quindi sia il fiato che la mia forma fisica erano (e sono) un lontano ricordo.
Inoltre solo dopo la fine del match ci siamo accorti che abbiamo giocato per due ore.
DUE ORE.
Senza pause.
Ecco un piccolissimo campo da calcio

I calciatori professionisti giocano in due tempi da 45 minuti l'uno e si riposano per 15 minuti nella pausa che li divide.
Questo basta a rendere bene l'idea di come eravamo ieri.
Avevamo corso talmente tanto da provare forti dolori addominali e alcuni si sentivano come se dovessero vomitare da un momento all'altro.
Con questa commovente immagine vi lascio e vi do appuntamento al prossimo post!!
(sperando che la partita di ieri sia servita quantomeno a farmi recuperare un po' del fiato perso durante l'estate)

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